Licenziamento disciplinare

licenziamento disciplinare

Licenziamento disciplinare

Tipologie di licenziamento disciplinare

Il Licenziamento disciplinare è quello causato dal comportamento scorretto del lavoratore. Comportamento che deve essere colpevole o in mala fede.
Si possono individuare due casi di licenziamento disciplinare.

  • Quello senza preavviso o per giusta causa. Affinchè si concretizzi questo caso, il comportamento del lavoratore deve essere tanto grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. In questo caso la fiducia del datore di lavoro è stata irrimediabilmente compromessa. Il licenziamento avviene senza preavviso ne è dovuta l’indennità per mancato preavviso. (es. timbratura del budge delegata ad un collega) 
  • Licenziamento per giustificato motivo soggettivo. Questo invece è il caso conseguente ad un comportamento del lavoratore, che seppur è meno grave del caso precedente, non consente anch’esso la prosecuzione del rapporto di lavoro. Ma il lavoratore deve ricevere il preavviso, ma soprattutto deve avere la possibilità di difendersi. Quindi il comportamento in questo caso va preliminarmente contestato. (es. scarso rendimento e/o del comportamento negligente del dipendente).

Quanto costa il Licenziamento

Di norma il datore di lavoro, a seguito di licenziamento, è tenuto a versare un contributo di licenziamento.
Per il licenziamento Individuale tale contributo è pari al 41% del massimale naspi per ogni 12 mesi di anzianità lavorativa per una massimo di tre anni. Il contributo potrà costare tra 489,95 (per 12 mensilità sul massimale Naspi 2017) e 1469,85 (36 mensilità).
Per i licenziamenti collettivi ossia per quelle aziende che si trovano nell’ambito di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinari e fanno ricorso ai licenziamenti collettivi, la percentuale raddoppia (82%), facendo arrivare il contributo fino ad € 2.940,00 (per 36 mesi), o fino a triplicarlo in caso di mancato accordo con le organizzazioni sindacali. 

Corte Costituzionale

La Corte costituzionale in una sentenza di poco tempo fa, ha stabilito che la previsione di un’indennità (al lavoratore per il licenziamento illegittimo) crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e in contrasto con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione. Venendo meno ogni automatismo dell’indennizzo, questo deve pertanto essere stabilito dal giudice. Ancora non è chiaro se tale sentenza avrà ripercussioni sull’indennità di licenziamento (cosiddetto ticket di licenziamento, destinato al fondo naspi).

Procedura per perfezionare correttamente il legittimo licenziamento

Per poter procedere al legittimo licenziamento, bisogna seguire rigorosamente quanto previsto dalla l. 300. In tal modo si eviterà di incorrere in una causa di lavoro, o peggio di perderla. Il mancato rispetto della procedura corretta rende nullo il licenziamento. 
… continua

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