Risparmio fiscale in busta paga

Con i giusti accorgimenti, una impresa oggi può ottenere un risparmio fiscale di diverse decine di migliaia di euro.
Il concetto è semplice, Si può ottenere un risparmio fiscale concedendo dei surplus ai lavoratori. Questo è possibile grazie agli strumenti del welfare aziendale, o ai più classici benefit, e buoni. 

E’ proprio lo Stato che va incontro a lavoratori e imprese, attraverso il Ministero del Lavoro e quello delle Finanze, in sintonia tra loro, che hanno ultimamente previsto di arricchire i piani di welfare aziendale per rispondere ad alcune esigenze dei genitori lavoratori con possibili vantaggi per le aziende.

Quelli citati , ossia il risparmio fiscale in busta paga attraverso i piani di welfare sono solo uno strumento per ottenere il beneficio fiscale e sociale. Tradizionalmente il risparmio in busta paga si può ottenere attraverso il riconoscimento ai lavoratori di beni o servizi utili e monetizzabili. 

Tra questi i più diffusi ci sono:

  • i buoni pasto;
  • I buoni carburante;
  • I fringe benefit;
  • I rimborsi forfettari per le trasferte, ove realmente esistenti.   

Queste ipotesi permettono di dare dei servizi direttamente monetizzabili al lavoratore il quale potrà immediatamente spendere quanto ricevuto, perchè sia i buoni sia i benefit, sono immediatamente monetizzabili, esattamente come il denaro.

Per l’azienda i vantaggi sono molteplici e rilevanti. Infatti su questi “riconoscimenti” non si pagano le quote IRPEF, e le quote contributive, con un risparmio immediato e diretto. Inoltre la spesa dell’azienda per acquistare tali servizi, è evidentemente deducibile al 100%.

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